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Codice di autodisciplina

Codice di autodisciplina [codice etico]
Legge 14 gennaio 2013 n. 4
Decreto legislativo n. 206 del 6 settembre 2005

Premessa

Il codice di autodisciplina[codice etico] assolve quanto prevede la Legge del 14 gennaio 2013, n. 4 e il decreto legislativo n. 206, del 6 settembre 2005, con particolare riferimento all’art. 27 bis, di cui la delibera della Giunta Esecutiva di Ada, ratificato dall’assemblea generale degli associati il 4 maggio 2013, a Firenze. Lo scopo è duplice:potenziare le consapevolezze dell’associato e procedere alla richiesta del riconoscimento da parte del Ministero delle Attività Produttive di cui la legge.

1) Il direttore d’albergo o assimilato, iscritto all’Associazione Direttori Albergo – Italia dal 1955, riconosce il diritto del consumatore [cliente] nei termini di cui l’articolo due del già richiamato decreto legislativo, più specificamente:

a) Tutela della salute del cliente.
b) Sicurezza e qualità dei servizi e delle derrate alimentari.
c) Adeguata informazione e corretto uso della pubblicità.
d) Esercizio delle pratiche commerciali, secondo principi di buona fede, correttezza operativa e lealtà.
e) Educazione al consumo.
f) Trasparenza ed equità nei rapporti commerciali.
g) Erogazione dei servizi secondo parametri di qualità e di efficienza secondo i criteri esposti nei diversi titoli di cui al Decreto L. vo e che s’intendono integralmente ripetuti e trascritti.

2) I prezzi applicati, in conformità alle disposizioni di legge, devono essere caratterizzati e indicati con trasparenza, includendo Iva e altre tasse, chiarendo cosa comprendano e se includano piccola colazione, pasti e quant’altro.

3) La pratica commerciale è svolta con diligenza professionale ed è correlata, in termini di equità, alla qualità del servizio, alla classificazione dell’esercizio, al valore complessivo del prodotto.

4) Il socio Ada s’impegna a non attivare pratiche e/o azioni commerciali ingannevoli e/o aggressive, con riferimento agli articoli 21,22,23,24,25,26 del già richiamato Decreto Legislativo.

5) Nell’esercizio delle sue funzioni, Il socio Ada s’impegna ad attuare qualsiasi azione benevola finalizzata alla protezione dei minori e alla dignità umana.

6) Il socio Ada esclude qualsiasi applicazione di clausole commerciali vessatorie, di cui l’articolo 33 del già richiamato Decreto legislativo n. 206.

7) In materia di negoziazione contrattuale, Il socio Ada si richiama alle leggi vigenti in materia e alla giurisprudenza costante che da esse derivi.

8) Il socio Ada è impegnato, nel contratto a distanza, a perfezionarlo secondo i criteri di legge, perfetta buona fede, formalizzandolo con ogni e qualsiasi riferimento, ma che non costituisca pratica ingannevole e/o vessatoria,
dovendo contenere – tra l’altro – gli elementi di cui gli articoli, 52,53,54,55,56,57,58 del più volte richiamato decreto legislativo n. 206.

9) Il socio Ada accoglie il diritto del recesso, secondo gli accordi contrattuali formalizzati in forma chiara, priva di norme contrarie alle disposizioni di legge e a comportamenti etici e professionali, rilasciando alla controparte regolare copia del contratto stipulato e nel caso di semplice prenotazione di ogni e qualsiasi supporto cartaceo o telematico.

10) Gli elementi contrattuali con esplicito riferimento, dal socio Ada sono ritenuti assimilabili ai criteri dei pacchetti turistici di cui gli articoli 85,86,87,88,89 del Decreto legislativo n. 206 del 6 settembre 2005.

Gradualità dei provvedimenti disciplinari

a) I provvedimenti disciplinari interni, di ordine etico, riferito al decreto legislativo n. 206, seguono l’iter previsto dalla Legge del 14 gennaio 2013.

b) L’utente inoltrerà per mezzo dello sportello sul sito Ada o anche con lettera raccomandata inviata alla sede legale dell’associazione [ viale delle Medaglie d’oro 201 00136 Roma], segnalando in modo circostanziato e documentato il caso per il quale propone il reclamo.

c) Il responsabile legale di Ada trasmette la documentazione al Collegio dei  Probiviri che, non oltre trenta giorni dalla ricezione, dovrà attivare la procedura, contestando il fatto al socio, dandogli dieci giorni di tempo come
termine difensivo [perentorio].

d) I provvedimenti etico-disciplinari sono graduali.

e) Richiamo scritto circostanziato sul fatto, una volta accertata la dinamica e la concretezza del reclamo.

f) Sospensione dall’associazione per un massimo di sette giorni in caso di reiterata inadempienza; un mese in caso di recidiva sino a tre volte.

g) Espulsione motivata dall’associazione dopo l’iter precedente o, nei casi di  estrema gravità che, a giudizio del Collegio dei Probiviri, dovesse essere ritenuto pregiudiziale all’immagine di settore e a quello associativo.

h) I provvedimenti, se conformi alle leggi dello stato e non presentino vizi di qualsiasi genere, saranno resi esecutivi dal rappresentante legale dell’Associazione. Nel caso diverso, il rappresentante legale dell’associazione, restituisce al Collegio dei Probiviri la pratica, motivando il proprio diniego, assegnando ulteriori trenta giorni per il riesame della stessa.

i) Le spese del giudizio sono a carico del socio inadempiente e gli organi giudicanti, ove ritenuto, potranno richiedere assistenza legale, il cui onere resta a carico dell’incolpato.